Assunzione di Maria: l’affresco ritrovato

Dentro la chiesa campestre, nel presbiterio quadrangolare, sono appena stati smontati i ponteggi a rivelare una meraviglia dipinta, un patrimonio d’arte e cultura che Orzinuovi aveva dimenticato allorquando, correva l’anno del Signore 1965, con decisione ben strana, si andava a ricoprire con tinta verdastra un’enorme opera, eseguita a fresco e “virilmente”, alla maniera antica. L’affresco era stato eseguito dallo scultore e pittore Rino Ferrari, nel 1936, e raffigurava “L’Assunzione di Maria”, tra un tripudio d’angeli alla maniera settecentesca, vagamente tiepolesca. La pregevolissima opera (metri 8×7) a forma di lunetta, troneggiò per circa trent’anni sulla parete del presbiterio dell’Aguzzano. Grazie all’amicizia tra il pittore Olini e il cremonese Rino Ferrari siamo riusciti a raccogliere testimonianze dell’affresco. La moglie di Rino Ferrari arrivò alla chiesa e fu contenta di sapere che l’affresco era soltanto coperto e non distrutto. Il recupero. La chiesa dell’Aguzzano è proprietà della Parrocchia di Orzinuovi, ed è curata da un piccolo comitato che la rende viva al culto, insieme
al parroco don Domenico Amidani. I tempi che videro il monastero centro fervente di fedeli e abitato dai monaci Francescani zoccolanti sono lontani. Il declino incominciò nel 1797, allorquando il monastero, edificato nel Quattrocento, fu soppresso. Nel 1810 l’intero complesso fu venduto a privati. Ma sin dall’anno Mille è attestata in loco la presenza di una chiesa, piccola e edificata a furor di popolo, a ricordare un’apparizione mariana. Nel 2017 la svolta e l’idea del recupero, ad opera di “Nuova Orceania”, grazie al contributo di numerosi cittadini ed enti pubblici. L’intento è quello di restituire alla memoria della comunità un altro tassello del patrimonio artistico-culturale chela Fortezza di Orzinuovi conserva. Perché? Perché una comunità che non ha memoria non sopravvive e scomparirà. La Soprintendenza ha dato parere favorevole al recupero in data 16 maggio 2018; così come la Diocesi di Brescia. Il restauro è stato affidato ai restauratori Marina Baiguera e Roberto Fodriga, che ci hanno lavorato per due mesi.

 

Riscoperto e restaurato, presso la chiesa dell’Aguzzano, un pregevole affresco di Rino Ferrari

Il fatto. I tigli davanti all’Aguzzano danno forma e accesso ad una strada bianca che si perde lontano, tra le macchie del fiume Oglio. Scende deciso il sentiero verso la depressione fluviale. All’altezza della finestra mistilinea e del timpano curvilineo intarsiati nella facciata dell’antico convento francescano, le foglie color verde bottiglia sembra vadano ad imbrancar le nuvole. Dentro la chiesa campestre, nel presbiterio quadrangolare, sono appena stati smontati i ponteggi a rivelare una meraviglia dipinta, un patrimonio d’arte e cultura che Orzinuovi aveva voluto dimenticare allorquando, correva l’anno del Signore 1965, con decisione ben strana e deleteria, si andava a ricoprire con tinta verdastra un’enorme opera, eseguita a fresco e “virilmente”, alla maniera antica. L’affresco (dimenticato per più di cinquant’anni) era stato eseguito dallo scultore e pittore Rino Ferrari, nel 1936, e raffigurava “L’Assunzione di Maria”, tra un tripudio d’angeli alla maniera settecentesca, vagamente tiepolesca. La pregevolissima opera (metri otto x sette) a forma di lunetta, troneggiò per circa trent’anni sulla parete del presbiterio dell’Aguzzano. Poi quella decisione: si dice da queste parti per via di alcuni angeli “agitati”, fluttuanti tra un’apoteosi di nuvole e vento a scarmigliare capelli e abiti, lasciando a nudo troppa anatomia celeste.

La riscoperta. Ad Orzinuovi nessuno ricorda come e perché, nel 1936, a Rino Ferrari veniva commissionata un così impegnativo lavoro. E tanto meno chi pagò la grande fatica eseguita in cinquanta giornate di lavoro duro e continuo. La presenza stessa della pregevole dipintura era stata dimenticata. Sino al 1995, quando durante la ricerca per preparare la monografia sul pittore Giacomo Olini, gli autori del volume scoprirono l’amicizia e la collaborazione tra l’artista bresciano Olini e il cremonese Rino Ferrari. Fu la moglie di Rino a rivelare la presenza, presso il convento orceano, del lavoro del marito che lei stessa, nel 1936 aveva visto e ammirato fresco d’intonaco e colori. Il sopralluogo però non rivelò la presenza della pittura: sulla parete solo un piatto e monotono color verde scuro, e una grande tela, copia mediocre di nota opera cinquecentesca. La moglie di Rino, delusa e preoccupata, si precipitò all’Aguzzano, sperando che il lavoro del marito fosse solo stato coperto, non distrutto. Dopo essere entrata all’Aguzzano, tirando un grosso sospiro di sollievo ha esclamato: “Meno male, l’hanno solo celato. Pensare che questo lavoro di mio marito era diventato meta (dal 1936 e sino alla ridipintura del ’65) di visitatori incantati che arrivavano da ogni dove per vedere il virtuosismo tecnico di Rino. Vallo a capire il mondo…”.

Il recupero. La chiesa dell’Aguzzano è proprietà della Parrocchia di Orzinuovi, ed è curata da un piccolo comitato che la rende viva, insieme al parroco don Domenico……, al culto. I tempi che videro il monastero centro fervente di fedeli e abitato dai monaci Francescani zoccolanti sono lontani. Il declino incominciò nel 1797, allorquando il monastero, edificato nel Quattrocento, fu soppresso. Nel 1810 l’intero complesso fu venduto a privati. Ma sin dall’anno Mille è attestata in loco la presenza di una chiesa, piccola e edificata a furor di popolo, a ricordare un’apparizione mariana. Il toponimo “Aguzzano” invece pare ancora più antico. Deriva da un nome gentilizio: “Acutius”, supponendo un “fundus acutianus” d’origine romana. Nel 2017 la svolta e l’idea del recupero, ad opera di “Nuova. Orceania”. L’Ente, guidato dal prof Tonino Zana, ha pensato di degnamente ricordare con questa operazione la significativa data del settantesimo compleanno dell’esistenza della Fiera di Orzinuovi, che si celebra nel 2018. L’intento è quello di restituire alla memoria della comunità un altro tassello del patrimonio artistico-culturale chela Fortezza di Orzinuovi conserva. Perché? Perché una comunità che non ha memoria non sopravvive e scomparirà… La Soprintendenza ha dato parere favorevole al recupero in data 16 maggio 2018; così come la Diocesi di Brescia. Il restauro è stato affidato ai restauratori Marina Baiguera e Roberto Fodriga, che ci hanno lavorato per due mesi.

L’inaugurazione. L’affresco sarà inaugurato sabato 1 settembre 2018 alle 19:00.

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