“Tre sull’altalena” in scena a Palazzo Franguelli

Giovedì 29 AGOSTO 2019 Ore 21:00 – PALAZZO FRANGUELLI
TRE SULL’ ALTALENA
Con Carlo Alghisi, Gianni Rossi, Stefano Solzi e Rebecca Trioni.
Scene di Andrea Consolandi. Regia di Riccardo Festa.

La trama
Tre uomini, un commendatore, un capitano dell’esercito ed un professore si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il commendatore per un incontro galante, il Capitano per trattare un acquisto di materiale bellico, il professore per ritirare le bozze di stampa di un suo libro. Ma cos’è esattamente quel luogo? Un discreto e comodo albergo, un luogo di affari, o una casa editrice? E’ possibile che tutti e treabbiano avuto l’indirizzo sbagliato? Questa situazione strana accresce il mistero, anche perché un allarme per un’ esercitazione anti-inquinamento impedisce loro di uscire.
Durante la notte che sono costretti a passare insieme, i tre giungono a sospettare che la stanza potrebbe essere davvero un’anticamera per l’aldilà, e che probabilmente essi sono già morti, e in attesa del Giudizio. I tre reagiscono a questa prospettiva secondo le rispettive caratteristiche psicologiche: il commendatore è spaventato ed ansioso, il capitano non trova niente di misterioso nella situazione e resta assolutamente indifferente, il professore usa tutta sua logica filosofica per spiegare il fenomeno come un fatto naturale e logico. Ne risulta un dialogo umoristico centrato sui temi importanti di vita e morte, destino, predestinazione e libero arbitrio, esistenza di Dio ed ateismo. Improvvisamente una donna delle pulizie entra nella stanza e dice cose talmente ambigue da far nascere nei tre malcapitati un nuovo grande enigma: è realmente una donna delle pulizie, o è l’Angelo del Giudizio? Sul finale quando la donna esce, senza svelare il mistero, un lungo suono della sirena indica che l’allarme per l’emergenza inquinamento è finito. I tre sono pronti ad andare, ma la scena finale ci regala un sorprendente coup de théâtre.

La critica
“Tre sull’altalena” di Luigi Lunari: la rivelazione di un capolavoro: uno spettacolo che scatena il riso, nel quale il pubblico non perde una sillaba, e che non mancherà di fare epoca in questo festival 1994. (La Marseillaise, Avignone, 1994).

Il verdetto: una commedia con un cervello. Scoppierete a ridere con “Tre sull’altalena”. Vi gratterete la testa, non saprete che cosa credere, e poi di nuovo
scoppierete a ridere. Alla fine, questa commedia così seriamente stimolante e provocatoria di Luigi Lunari vi lascerà divertiti e stupefatti. (Atlanta Journal Constitution, 28 luglio 2000).

Un “Huis clos” di Sartre in versione divertente e spumeggiante. Il pubblico si torce dal ridere, anche se a volte a disagio, di fronte ai gag, ai tic, alle facezie dei tre eroi. Un piccolo gioiello scintillante di humour, che gli attori ci offrono a mani piene di raffinata comicità. (Le Canard Enchaîné, Parigi, 1994).

Timori, paure, angosce, in un’altalena di speranze e di disperazioni, in un ilare e scoppiettante grottesco di esilaranti affabulazioni, qua sfiorando il Vico, là Schopenhauer, ora Cartesio, più in là Voltaire o la Bibbia, mescolati in un allegro e scatenato divertissement esistenzial-filosofico.(La Notte, Milano, 1990).

Affidata a un dialogo serrato, sostenuta da paradossi, da equivoci, da sarcasmi caustici, la commedia sfrutta benissimo la tecnica e i contrattempi del vaudeville, non senza sconfinamenti nel teatro dell’assurdo, in una stupefazione metafisica che oscilla tra Kafka e Ionesco. Il tono generale, tuttavia, è di scatenato divertimento.(La Stampa, Torino, 1990).

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